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Solita sveglia delle 7, 7.30 preghiera del mattino e poi colazione. Le notti per alcuni iniziano ad essere corte, ieri siamo rimasti a chiacchierare fino all’una, quindi un po di noi siamo più assonnati del solito. Partiamo da casa alle 9 e siamo al lavoro verso le 9:20. Le case sono a buon punto e i ragazzi lavorano nelle mura e la struttura del tetto. Alcuni riescono a salire pure sulla struttura per mettere le lamiere, ma non è una cosa per tutti, visto che parliamo di almeno 4 metri di altezza considerando le palafitte. 

Decidiamo di non fare il rosario tutti insieme prima di mangiare, ma di pregare per gruppi un decina di ave Maria, e poi mangiare con la famiglia. È l’ultimo giorno con loro, quindi abbiamo passato del tempo con i bambini e le mamme e papà e abbiamo cercato di farci un’idea di che cose hanno veramente bisogno. C’è per esempio una famiglia fatta da mamma e papà sui 23 anni, una figlia di 4 anni e un bimbo di soli 6 mesi… dormono tutti in un letto… magari riusciamo a comprare per loro un altro letto, o, nella migliore delle ipotesi, un letto e una culla per il bimbo. La povertà qua però è molto diversa da quella vista nel primo viaggio, è quasi “bella”, nel senso che il paesaggio è molto bello, ce pulizia, ce tanto verde, non ce puzza, insomma, sono poveri, molto austeri, e non hanno tanti mezzi, o meglio quasi non ne hanno, però non è quel tipo di povertà che ti aggredisce o che persino ti fa star male. 

Abbiamo finito l’ultima delle prime sei case verso le 15, quindi siamo partiti a quel ora verso San Vicente. Alle 17 ci rincontriamo tutti sulla spiaggia per fare il rosario, e dopo, con l’intenzione di fare l’adorazione eucaristica, ci avviamo verso la parrocchia. Purtroppo al nostro arrivo scopriamo che è chiusa, e quindi decidiamo di rovesciare l’orario, anticipando la riflessione del giorno e la lettura dei testi. 

La riflessione del giorno rientra nelle meditazione sul “Sentirsi Amati”… Questa riflessione è la prima, di quattro, sul diventare l’Amato, io direi meglio, prendere consapevolezza di essere amati, visto che ritengo che l’amore di Dio anticipa tutto ed è lì già presente, attendendo solo di essere presso. Il primo passaggio è quindi quello dell’essere scelti, e la riflessione ricade su Dani. Siccome eravamo già in parrocchia, invece di tornare al nostro alloggio siamo scesi in spiaggia e mentre eravamo tutti seduti guardando il mare Dani ha fatto la sua presentazione. All’inizio dell’amare c’è quindi la scelta, qualcuno scegli di amarci, e scegliendoci diventiamo unici. Nel riconoscere questa scelta a uno naturalmente viene da chiedersi “Perché a me?” e “Perché non altri?”. Ma quando approcciamo l’amore di Dio, riconosciamo che questo amore è per tutti, ma allo stesso tempo è un amore personale, e che come Dio ama ognuno di noi, non ama nessun altro. Non è tanto una questione di qualità o quantità, ma semplicemente di differenza, perché differente è il soggetto, o meglio oggetto, dell’amore di Dio. È una scelta che non si giustifica con le capacità personali, come succederebbe in qualsiasi altro contesto. Dio ci sceglie prescindendo da qualsiasi merito o difetto nostro, ci sceglie perché ci ama da sempre, e questo amore unico conferisce alla nostra vita un valore, anche esso, unico. 

Quando perdiamo di vista che siamo amati, che siamo scelti da Dio, perdiamo di vista il vero valore della nostra vita, perdiamo di vista chi siamo e cosa siamo chiamati ad essere e diventare… e ci accontentiamo con le briciole che ci offre la società, o ci nascondiamo dietro le maschere. Diventa così fondamentale prendere consapevolezza, e magari fare esperienza, di questo nostro essere scelti da Dio. Se fossimo solo poco più consapevoli nel quotidiano di questa scelta d’amore che fa Dio in modo singolare, probabilmente le nostre giornate sarebbero più piene di azioni che portano il nostro vero volto, la nostra vera bellezza. 

Finita la riflessione abbiamo partecipato all’Adorazione Eucaristica, riflettendo con questa meditazione. Siamo tornati a casa per mangiare e dopo mangiato, verso le 21 abbiamo dato l’avvio ai gruppi dei ragazzi. 4 gruppi da 5/6 persone animati da uno di noi consacrati. La chiacchiera seria è andata oltre, verso le 22.30; e dopo la parte seria, i ragazzi hanno passato del tempo insieme a giocare e sono rimasti in giro a chiacchierare fino a 5 minuti fa, cioè le 23.50… 

Domani ci aspetta una giornata veramente tosta… dobbiamo affrontare lo scarico di un altro camion con i pezzi delle prossime sei case, quindi non solo tosta ma lunga! Speriamo bene!
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