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Missioni 2018 Ecuador e Perù
La giornata era iniziata come qualsiasi delle giornate di questo viaggio, cioè le giornate di lavoro… Sveglia alle 7, preghiera del mattino e poi colazione… però alla preghiera del mattino ci siamo accorti che qualcosa non andava del tutto bene… mancavano all’appello 4/5 ragazzi. Quando dovevamo partire il numero di assenti al lavoro era salito a 8… entro l’ora di mangiare avevo già fatto un primo viaggio dalla favela all’albergo per riportare altre 4 persone malate… ed eravamo a 12… dopo mangiato ho portato altri 5, e siamo a 17… e finito il lavoro verso le 16 ho portato altri 3, quindi 20, aggiungiamo pure Mauri, che ci pensa a fare le foto e i video, e siamo a 21… 

Avendo mangiati tutti le stesse cose durante gli ultimi due giorni, secondo il nostro medico la cosa più probabile è che sia un’infezione intestinale per aver mangiato con le mani sporche, quindi non a causa del cibo ma dal non averci lavati le mani… e infatti se mi metto a pensare alla giornata passata al mare, il fritto di mare e le patate fritte le mangiavano tutti con le mani arrivati direttamente dal mare… tanta acqua e idratazione e in qualche caso qualche medicina… antibiotici se e solo se si presente la febbre alta. Infatti la maggior parte dei ragazzi ha avuto nausea e diarrea, e qualcuno ha vomitato. Quelli che sono rimasti dalla mattina ora già stanno in giro, si sentono bene dopo il riposo e la dieta a base di brodo di pollo, tanta acqua ed elettroliti. Vada come vada, domani rimarranno a riposo a tutti, tranne noi che, almeno finora, non abbiamo avuto niente e ci sentiamo veramente bene. Poi devo dire che Cesare, il nostro studente di medicina al quarto anno, è veramente bravo, non solo ti trasmette una tranquillità unica, ma piano piano vede ognuno dei ragazzi e spiega pure loro cosa sta succedendo, tutto con una pazienza e calma che io personalmente invidio sanamente. 

Quindi oggi abbiamo iniziato a lavorare nel parco giochi. Di lavoro per noi non ce tantissimo, oggi che eravamo meno del solito abbiamo lavorato abbastanza, e domani che è domenica lavoreremo solo metà giornata già che gli operai devono anche loro passare del tempo con la famiglia. Praticamente la metà lavorava facendo buche, picconando, scartavetrando e pitturando, mentre gli altri facevano giochi con i numerosi bambini del posto. Abbiamo fatto vedere loro il modello di quello che sarà il loro parco giochi, erano felicissimi! Ma è stato più bello ancora quando una delle bambine ha detto: “ma guarda che noi preferiamo che veniate voi a passare del tempo con noi piuttosto che avere il parco giochi”. 

Sono una persona a cui piace prevedere il più possibile delle cose, avere tutto sotto controllo, e qualsiasi cosa scappi a questo controllo mi crea delle volte delle insicurezze. Con gli anni la realtà mi ha insegnato più volte che questo è impossibile, e che se vissuto in un determinato modo, può creare solo sofferenza e ansia inutili, almeno nel mio caso. Il controllo su tutto non ce l’avrò mai, e va bene così, la realtà mi supera largamente, ogni situazione con tutte queste persone rappresenta un universo di possibilità che dipendono a sua volta tante volte delle libertà personali e tante altre volte delle fragilità personali. Credo che l’atteggiamento più sano sia quello che ti porta a mettercela tutta per tenere tutto chiaro, e allo stesso tempo mettendolo nelle mani di Dio che veglia su di noi sempre. Occhio, non è un atteggiamento che conduce al non far nulla, o al aspettare seduto… faccio di tutto per tenere le cose nel suo posto, nel suo momento, per farle rendere la bellezza alla quale sono chiamate, ma so, soprattutto con gli anni, che il risultato finale non dipende solo dal mio impegno, ma da tantissimi fattori che influiscono su tutto e su tutti.
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