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Una mattina come tutte le altre, sveglia e preghiera, colazione e partenza. Adorazione eucaristica fino alle 9:30 e ci dirigiamo verso la nostra baraccopoli. Rapidamente portiamo i pezzi delle tre case arrivate la sera, e iniziamo con i lavori. Non ce molto da raccontare, ogni gruppo si rimbocca le mani e va abbastanza in fretta, perché non abbiamo tanto tempo. Verso l’ora di pranzo arrivano altri due camion con le ultime quattro case. Le ragazze vanno tutte alle case per continuare con i tetti mentre i maschi scaricano i camion e portano i pavimenti delle case arrivate, visto che essi sono la prima cosa da piazzare e anche quella più pesante!

Verso la fine della giornata di lavoro, cioè le 18 e qualcosa, sono 8 le case finite, 6 con tutte le mura e a cui manca il tetto, 1 con il tetto a metà, e una da fare da capo… problemi logistici all’interno della baraccopoli. L’obbiettivo di domani sarà finire tutte le case, 13 verniciate, e lasciare 3 da verniciare venerdì prima della benedizione. 

Tornati a casa verso le 19, ci siamo riuniti con i maschi nei gruppi di riflessione fino alle 21, iniziando alle 20. Cena, falò e rosario, e poi un bel commento di condivisione in cui ognuno liberamente poteva esprimersi su qualche aspetto positivo che aveva trovato in questi giorni di viaggio in qualsiasi membro del gruppo. E così la serata è andata avanti fino a mezzanotte e passa.

A volte dinanzi a tutta la povertà con la quale ci incontriamo, e scontriamo, durante questi giorni, viene da chiedersi se nel fondo fondo non sia inutile quanto facciamo, cioè, è un dubbio che assale ai ragazzi. Insufficiente sicuramente, ma inutile sicuramente no. Non so, non sappiamo, se riusciremo mai a costruire una casa per tutte le persone che ci sono qua, però per certo che l’unica cosa che abbiamo è il nostro presente e la possibilità di amare sempre di più nei diversi momenti della nostra giornata. Qua non conta quante case riusciremo a costruire, ne per quanto altro tempo verremo in questa baraccopoli. Ciò che conta è dare amore, offrire piccole esperienze di amore a quanti vengono da noi, a quanti incrociamo nel nostro cammino. 

Oggi verso mezzogiorno, ci hanno salutato Sara e Bea, purtroppo dovevano tornare prima!
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