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Romania

La notte prima, dopo il trionfo azzurro, andiamo a letto verso le 00:30. Al primo gol dell’Italia arriva la polizia a casa per il “macello” che abbiamo fatto… ovviamente al secondo gol abbiamo dovuto contenerci… con poco, anzi pochissimo successo… ma meno male la polizia non è più tornata. 

Oggi ci siamo svegliati poco più tardi del solito, ma siamo partiti sempre con le attività alle 8. Siamo saliti in due grossi autobus che ci hanno portato in giro per la regione del Mara Mures. Paesaggi pazzeschi che purtroppo pochi ragazzi riescono ad ammirare: hanno approfittato le ore di pullman per guadagnare ore di sonno! La nostra prima destinazione è il monastero di Barsana. Un complesso religioso nel cui interno ci sono otto edifici che circondano l’altare centrale. Arriviamo in piena messa quindi in silenzio visitiamo le diverse strutture. Sono rimasto stupito dalla bellezza della liturgia ortodossa, ma soprattutto dell’iconografia che abbiamo potuto ammirare nella chiesa centrale fatta quasi nella sua totalità di legno. È impattante non solo il fatto che siano di legno, la sua forma e armonia, ma anche tutta la “catechesi” grafica all’interno. 

Risaliamo sui pullman e ci dirigiamo al cimitero allegro. Ogni tomba è introdotta da un piccolo monumento che in modo, appunto, allegro e con colori vivaci rappresenta un evento o una particolarità della vita della persona in questione. Il cimitero circonda una chiesa anche essa molto bella e particolare. Risaliamo sui pullman e andiamo a mangiare in un ristorante campestre divisi in vari gruppi. Il posto è veramente bello, peccato per il tempo però. Proprio quando siamo arrivati noi una tenue pioggia ci ha impedito di mangiare all’aperto… Dopo mangiato andiamo al Memoriale delle Vittime del Comunismo. A Pietro, Filippo e me, ricorda, anche se diversamente, la visita al Museo del Genocidio Rwandese che avevamo visitato qualche mese fa. “Scherziamo” dicendoci che stavamo visitando proprio posti che tolgono ogni speranza sul genere umano, constatazione però che ci conferma nel desiderio di portare avanti queste esperienze, dando speranza non soltanto a chi è più povero materialmente, ma seminando nei cuori di chi è proprio la speranza della nostra società. 

Torniamo a casa stanchi morti della giornata di riposo, mangiamo una pasta, e poi facciamo un mini briefing per iniziare la seconda settimana, e ultima. 

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