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Romania

La sveglia è più o meno libera, cioè, verso le 7:30 li tiriamo fuori dal letto per partire alle 8:15 verso il pullman che ci accompagnerà a fare il giro di questa domenica. I ragazzi sono abbastanza veloci, fanno colazione al volo e persino lavano tutto come mai in tutta l’esperienza. Si parte in fretta verso la nostra prima destinazione: il monastero di Barsana, dove accompagnati dai canti ortodossi visitiamo un complesso togli fiato. A differenza del primo gruppo tutti i tempi sono dimezzati, in effetti siamo meno della metà. Filippo ed io aspettiamo nel bar, mentre il gruppo visita il complesso. La visita dura solo una quarantina di minuti e finisce con tanti dei ragazzi comprando souvenirs e… gelati… 

Poco prima di risalire in macchina, Francisco Masetti, fratello di Filippo, staff e che è arrivato la notte prima, mi dice: “Nando, io sono qua con questi da 40 minuti e mi hanno già rotto i … fanno troppe domande e stanno sempre pretendendo di tutto e di più. Ora capisco perché ti arrabbiavi con noi in Perù”. Con un sorriso rispondo: “e voi eravate in 80… loro sono solo 25!”.

Riprendiamo il nostro viaggio verso il cimitero Allegro. Opera di un artista che intorno a una tipica chiesa della zona ha voluto fare della morte una lode alla vita, e su ogni lapide ha raffigurato un evento importante della persona appena andata. Anche qui la visita è abbastanza veloce, quindi decidiamo di anticipare la visita del pomeriggio alla mattina, e così andiamo al Museo del memoriale delle vittime del comunismo. Dopo la visita andiamo in un bellissimo ristorante campestre, non abituato ai turisti, non accettano prenotazioni e un cameriere su 100 parla l’inglese. Finalmente riusciamo a mangiare alle 15:30. È il giorno della “birra libera”, e ai ragazzi è andato particolarmente bene perché hanno anche la sera al pub per vedere la finale. Devo dire che sono molto ansiosi, fomentati, carichi… Poi, non avrei mai dovuto dire che si andava in un pub, cioè non so cosa hanno capito. Tornato dalla gita mi sono chiuso in stanza per riposarmi, che oggi con un po di fortuna saremo di ritorno per l’una e trenta. Quando esco per andare a fare un po di spesa per la colazione del giorno dopo, mi ritrovo uno spettacolo di un altro pianeta, cioè non mi sembra di stare in missione. Ci sono un paio di personaggi con la maglia dell’Italia, e ci sta, uno romano e uno milanese, sembrano tranquilli, ma nelle partite si trasformano. Poi c’è una delle persone più movimentate che io abbia trovato nella mia vita: bisogna darli sempre qualcosa da fare altrimenti sono cavoli… miei… lui gira e rigira per il cortile con il tricolore che li fa da cappa. Poi ci sono i gemelli italo-francesi-tedeschi, che hanno deciso di addossare dei jeans e delle camice di lino, boh! Per non parlare di tutte, senza eccezione, le principesse del gruppo, che per qualche strano motivo hanno iniziato a truccarsi una dopo l’altra. Quando chiedo dove pensano di andare mi rispondono: “boh, ho visto tutte truccarsi quindi l’ho fatto anch’io”. Vada come vada, forza Italia tutta la vita, speriamo bene, stasera o saranno carichi, o il gruppo sarà qualcosa simile a un funerale… speriamo che il morale del gruppo rimanga in alto per affrontare la prossima settimana. 

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