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Romania

E in effetti, gli azzurri ci hanno fatto sognare! Devo confessare che un po mi dispiace non essere in Italia. Nel 2006, quando l’Italia vinceva la coppa del mondo, io già abitavo nel belpaese da 3 anni, ma nei giorni in cui gli azzurri alzavano la coppa io mi trovavo in Perù, nel primo viaggio di Missioni che organizzavo. Una bella coincidenza che la prima volta in Romania abbia coinciso con l’essere campioni di Europa… e se ci penso che l’anno prossimo sarà, Dio volendo, la prima volta di Missioni in Rwanda, e che nel 2022 c’è la coppa del mondo, un po divento scaramantico. Alla fine abbiamo celebrato/non-celebrato in uno dei pub di Baia Mare, un pub fatto a posta per le partite di calcio. Senza voler cadere nei luoghi comuni, potete immaginare la natura dei personaggi che abbiamo incontrato nel pub. Per carità, c’erano molti tavoli con famiglie, ma tanti altri tavoli di grossi e giganti uomini rumeni un po su dei giri grazie alle varie birre. 

È stata la partita più tesa della mia vita, e non per la partita in sé ma per la geniale decisione di portarmi dietro 25 adolescenti quasi fuori controllo. Iniziamo “male” quando le ragazze di nascosto si ordinano dei super alcolici. Ovviamente appena lo vedo specifico alla cameriera, a cui ho iniziato la serata dicendole di dare solo una birra a testa, che di bibite alcoliche erano permesse solo le birre. Ovviamente le ragazze se la prendono molto male quando vado nel loro tavolo e torno nel mio carico di super alcolici, 3 per la precisione (due bicchieri erano già vuoti…). È stato però più divertente, per dire, quando sono venute da ma a rivendicare il loro diritto ai super alcolici grazie ai “sono quasi maggiorenne” ma soprattutto al fatto che, secondo loro, i ragazzi si erano scolati un litro e mezzo di birra a pranzo. Sempre ovviamente, da lì in poi una parte del mio campo di coscienza era destinato a stare attento ad altri possibili sviluppi. Chi mi legge potrebbe pensare che sono un rompi scatole noioso che non lascia a dei ragazzi italiani godersi la finale. Forse è vero, ma è anche vero che certe cose uno non le può capire finché non ha sotto la sua responsabilità tutti questi ragazzi. Verso fine del primo tempo iniziano ad arrivare le varie richieste di una seconda birra. Insistente richieste. Ovviamente, sempre ovviamente, è poco probabile che un ragazzo stia brillo con due birre avendo lo stomaco pieno ma è anche vero che in determinate situazioni, i ragazzi pensano che sembrare brilli sia qualcosa di bello, e quindi, peggio per la realtà. In ogni caso tengo duro per un po’ ma poi cedo e dico a chi lo desidera, di prendersi pure una seconda birra. Non vi dico il casino del pareggio dell’Italia, con il risultato di varie sedie per terra, qualche ragazzo per terra, due o tre bicchieri rotti, e il proprietario del locale che minaccia di spegnere tutte le TV. 

In qualche modo riusciamo a farli stare calmi. Ovviamente ogni due per tre tocca dire ai ragazzi di stare calmi e di tifare l’Italia anziché insultare gli inglesi. Qualcuno è su di giri e se la vuole prendere con i rumeni. Purtroppo le due birre, in un paio, hanno avuto degli effetti poco desiderati, stanno bene per carità, ma ragionano poco, cioè non che in condizioni normali ragionino molto di più… ma pretendere di poter picchiare un operario rumeno alto due metri e grosso due volte me, è proprio da scemi. Calciamo i rigori, la coppa torna a casa, vinciamo alla grande, insultiamo un altro po gli inglesi e usciamo dalla porta laterale per tornare in religioso silenzio a casa. I ragazzi hanno perso la voce, però è anche vero che hanno gridato dentro di sé per buona parte dei festeggiamenti. Andiamo a dormire verso le 2…

Ovviamente la sveglia di questa mattina è stata traumatica, per tutti. Mi pento di non aver dato un bonus per la sveglia… ma è anche vero che è la nostra ultima settimana qua e bisogna sfruttare al massimo il tempo. Facciamo i conti con il lavoro che c’è da fare e da oggi iniziamo un’organizzazione un po’ diversa: un gruppo fisso di quattro ragazze andrà ogni mattina a dare una mano con i bambini di un campo scuola organizzato da delle suore. Il resto delle ragazze andranno a continuare con i lavori in centrale. Tutti i maschi, che confermiamo lavorano meglio quando non ci sono le ragazze, vanno dietro casa e lavorano con una costanza e una determinazione che fanno paura. L’amicizia sfruttata in un contesto nel quale fanno qualcosa per qualcun altro da solo più forza al tutto. Nella loro diversità ognuno riesce a brillare per ciò che è. Ci ritroviamo tutti per pranzo e alle 15 una parte dei ragazzi fa il gruppo di riflessione, mentre gli altri ragazzi e tutte le ragazze fanno, o almeno spero, la riflessione personale.

Alle 16 partiamo per i vari lavori, qualcuno dietro casa, la maggior parte dei ragazzi a Craica. Il tempo passa veloce e alle 18:30 siamo già a casa. Dopo la messa mangiamo insieme una bella, per dire, pasta al pesto con formaggio e pomodori. Verso le 22 facciamo la seconda conferenza. Ci siamo già estesi abbastanza in questo post, e quindi della seconda conferenza si parlerà domani. Qualcosa però da ricordare è che oggi abbiamo dovuto fare un incontro con tutte le ragazze poiché stavamo sorgendo delle incomprensioni tra di loro. Senza andare al dettaglio di quanto ha scattato questa sorta di malessere, è stato un momento bello per confrontarci con loro e aiutarle a confrontarsi tra di loro. È stato importante insistere sul distinguere quando diciamo qualcosa perché ci teniamo al suo bene da quando lo facciamo perché ci da fastidio. E in ogni caso l’importanza di dire la verità, con sincerità, ma senza mancare mai alla bontà. Un’altra cosa che viene fuori è che non possono infastidirsi di non riuscire a capire tutto, e soprattutto tutti, ne quanto meno arrabbiarsi se una persona non riesce a esprimersi in una determinata situazione. C’è un mistero e un’intimità da rispettare in ognuno di noi e mi sembra che a volte le ragazze fanno fatica ad accettare questo. In fin dei conti sembrerebbe che molte delle reazioni sono riflesso delle proprie insicurezze. 

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