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Romania

I ragazzi sono rimasti svegli almeno fino alle 3 del mattino: chiacchiere, carte e altri giochi li tengono svegli fino a quest’ora. Nonostante le poche ore di sonno sono quasi tutti puntuali per la preghiera del mattino. Stamattina presto è partito padre Albano, direzione Italia, sia per il suo ministero, sia per una cosa di famiglia. Purtroppo non lo vedremo più, non per quest’anno. Ci saluta dicendoci che ci aspetterà più preparato, che era abituato ad altre tipologie di gruppi, meno irrequieti si, ma soprattutto con molta meno voglia di fare. Abbiamo poco meno di un anno per pianificare e da entrambe le parti abbiamo chiaro come muoverci e dove migliorare pensando al bene della missione, delle persone che serviamo, e dei ragazzi che ne partecipano. 

Il rituale è il solito: preghiera del mattino, colazione lenta e lunga ma non troppo, e lavoro fisico sia dietro casa che in centrale fino alle 13. I ragazzi sentono sempre di più la fatica, ma sono, almeno dicono ma anche lo sembrano, più determinati nel lavoro. Quando si lavoro con “adulti” (per quanto possiamo chiamarli così) cambia molto del nostro atteggiamento, ovviamente c’è sempre uno spronare a vivere e sfruttare l’esperienza, ma il quanto donarsi sta tutto a loro. Dal punto di vista climatico è una giornata ambigua, si alternano momenti in cui le nuvole ci proteggono ad altri momenti in cui il sole batte forte, ma mai, per fortuna, quanto ha battuto le settimane precedenti. 

Alle 13 sono tutti di nuovo a casa per mangiare insieme, e dopo aver mangiato e messo tutto in ordine, e chi può concederselo anche qualche mini siesta, ci ritroviamo sotto il nostro gazebo per avere un secondo momento di confronto/chiacchiera. La tematica di oggi vuole essere un invito ai ragazzi a identificare quelle realtà (mode, oggetti, insieme di oggetti, aspettative, modelli, obbiettivi, persone, e via dicendo) a cui volendolo o meno, impercettibilmente, hanno inalzato nella loro vita come idoli. Definisco da qualche tempo gli idoli come quella realtà che senza poterci salvare, riscattare, riempire, noi comunque li affidiamo quel compito. Di solito si caratterizza per toglierci la libertà, la serenità, per possederci, e per assolutizzare il nostro valore, ovvero se non “possediamo” o “siamo” quel determinato idolo niente nella nostra vita ha valore, noi stessi perdiamo valore. Volano tanti esempi, che aiutano un po a far atterrare, rendere concreto il concetto e le idee. Siamo tutti d’accordo che però le cose che contano sono quelle più difficili da identificare, che tante volte i nostri desideri più autentici si mischiano con quelle ricerche di attenzioni tramite le quali a volte siamo disposti a vere e proprie infedeltà a noi stessi. Insisto molto che tante delle cose che una persona può “idolizzare” sono “cose” in realtà neutre, che di per sé possono anche stare bene o andare bene, e che ciò che fa la differenza e come lo si vive interiormente. Il successo di per sé, e la sua ricerca, non è un male oggettivo o assoluto, ma può diventarlo se, vivendolo come idolo, si trasforma in un assoluto che condiziona tutto nella nostra vita e la qualifica come degna o meno di essere vissuta. E così vale per tante altre realtà o situazioni. Nonostante sia un orario complicato per una “conferenza”, sembrerebbe che i ragazzi reggono la chiacchiera e sembrerebbero anche interessati. 

Alle 16 partiamo in due pulmini verso Craica dove i ragazzi seguono i bambini facendoli ballare, giocare e anche disegnare. Alle 18 sono tutti di nuovo a casa. Come accordato dopo il pranzo, sono le ragazze le prime ad andare in doccia, in modo da essere pronte per la riunione di gruppo. Nel gruppo, verso le 18:45, approfondiamo quanto è stato detto alla conferenza del primo pomeriggio, ma passiamo anche del tempo raccontando come ognuna sta vivendo il viaggio, le cose belle che sta trovando, le difficoltà, la paura di tornare alla realtà, cioè quella dove ognuna di loro è “affidata”, e le aspettative per i prossimi giorni. C’è qualche pianto, e anche qualche tentativo di mostrarsi forti, che poi alla fine, sia per empatia, sia perché c’è chi si lascia andare, diventa un pianto liberatorio. Mi ha colpito molto, come nel primo o nel secondo gruppo, una ragazza disse davanti ad altre, una frase che fu accettata da tutte: “trova una ragazza che si trovi bella, e trovi un tesoro”… come per dire, tutte noi, in qualche modo, in questa cultura dell’apparenza, siamo penalizzate, troviamo sempre qualcosa per cui non andiamo bene, e mai qualcosa di bello. 

Alle 19:50 saliamo sui pulmini e andiamo in chiesa, una chiesa francescana in centro storico. Da qualche giorno i ragazzi, non chiedono tanto la messa quanto un momento di preghiera, di riflessione, e la prima cosa che viene loro in mente è l’adorazione. Ad ognuno viene chiesto di seguire, per introdursi nella preghiera, le pagine 40 e 41 dei nostri libretti. È un insieme di citazioni bibliche che raccontano come Dio ci conosce e ci ama, e danno, a mio modo di vedere, una nuova narrativa di sé stessi ai ragazzi, uno sguardo che parte dall’amore per ciò che uno è, e non da una valutazione per ciò che uno fa.

Figlio mio,
Forse tu non mi conosci, mà Io conosco tutto sopra di te. Salmo 139:1 So quando ti siedi e quando t’alzi. Salmo 139:2 Conosco a fondo tutte le tue vie. Salmo 139:3 Perfino I capelli del tuo capo son tutti contati. Matteo 10:29-31 Ti creò à mia immagine. Genesi 1:27 In me vivi, ti muòvi, e sei. Atti 17:28 Poichè sei anche mio progenie. Atti 17,28 T’hò conosciuto anche prima che eri concepito. Geremia 1:4-5 Ti ho scelto quando ho programmato la creazione. Efesini 1:11-12 Non eri un sbaglio. Salmi 139:15-16 Poichè tutti tuoi giorni son scritti nel mio libro. Salmi 139:15-16 Ho determinato esattamente il tempo del tuo nascimento e dove abiterai. Atti 17:26 Sei fatto in modo meraviglioso, stupendo. Salmi 139:14 Ti ho intessuto nel seno di tua madre. Salmi 139:13 E t’ho portato fuori il giorno del tuo nascimento. Salmi 71:6 Sono stato scambiato per un altro dai quali non mi conoscono. Giovanni 8:41-44 Non ti ho tenuto alla larga e non sono arrabiato, ma invece sono l’espressione completo d’amore. 1 Giovanni 4:16 Ed è mio desiderio d’amarti in pieno. 1 Giovanni 3:1 Semplicemente perchè sei mio bambino, bambina, ed Io sono tuo padre. 1 Giovanni 3:1 Ti offro più che tuo padre terreno mai puo offrirti. Matteo 7:11 Perchè sono il padre perfetto. Matteo 5:48 Ogni dono perfetto che ricevi viene dalla mia mano. Giacomo 1:17 Perchè provvedo tutto cio che avete bisogno. Matteo 6:31-33 Il mio programma per il tuo futuro e sempre stato pieno di speranza. Geremia 29:11
Perchè ti amo con un amore eterno. Geremia 31:3 I miei pensieri ti son più numerosi della sabbia. Salmi 139:117-18 Esulterò per via di te, con gridi di gioia. Sofonia 3:17 Non cesserò mai di farti del bene. Geremia 32:40 Perchè tu appartieni a me, e sei mio tesoro. Esodo 19:5 Desidero di stabilirti con tutto il mio cuore è tutta l’anima mia. Geremia 32:41 E voglio mostrarti cose grandi e impenetrabili. Geremia 33:3 Se mi cercherai con tutto il tuo cuore, mi troverai. Deuteronomio 4:29 Diletti in me ed Io ti darò quel che il tuo cuore desidera. Salmi 37:4 Perché sono Io che t’ho dato quei desideri. Filippesi 2:13 Sono capace di fare infinitamente al di là di quel che puoi imaginare. Efesini 3:20 Io sono il tuo più grande confortatore. 2 Tessalonicesi 22:16-17 Sono pure il padre che ti consolo in ogni tua afflizione. 2 Corinzi 1:3-4 Quando hai il cuor rotto, ti sono vicino. Salmi 34:18 Come un pastore porta un agnello, ti porto vicino al mio cuore. Isaia 40:11 Un giorno asciugherò ogni lagrima dai tuoi occhi. Apocalisse 21:3-4 Sono tuo padre, e ti amo pure come amo mio figliuolo Gesù. Giovanni 17:23 Perchè in Gesù è realizzato il mio amore per te. Giovanni 17:26 Lui è l’impronta esatta della mia essenza. Ebrei 1:3 Lui venne a mostrare che io sono per te, non contro di te. Romani 8:31 E di dirti che non conto I tuoi peccati. 2 Corinzi 5:18-19 Gesù morì cosi che ci possiamo essere riconciliati. 2 Corinzi 5:18-19 La sua morte fu l’espressione ultima del mio amore per te. 1 Giovanni 4:10 Ho dato tutto ciò che amo per guadagnare il tuo amore. Romani 8:31-32 Se ricevi il dono del mio figliuolo Gesù, ricevi anche me. 1 Giovanni 2:23 E nulla ti separera mai più dal mio amore. Romani 8:38-39 Vieni a casa e farò la più grande festa mai visto in cielo. Luca 15:7 Sono sempre stato Padre e sarò sempre Padre. Efesini 3:14-15 La mia domanda è... sarai il mio bambino o la mia bambina? Giovanni 1:12-13 Ti aspetto... Luca 15:11-32 Con Amore, Tuo Papà. Dio

Alle 21 finiamo la nostra preghiera e andiamo ad un ristorante lì vicino, dove ordiniamo da mangiare e da bere, e quando toccherebbe ordinare i dolci ci chiudono la cucina. Torniamo a casa verso mezzanotte inoltrata e i ragazzi hanno la speranza che la sveglia si sposti… ma non sarà così… 

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