Romania

Quando per “guadagnare” 30′ di banalità, ne guadagni tre ore di lavoro extra!

Alle 22:15 di ieri abbiamo chiuso le porte, dato ordine di riposarsi e spegnere le luci. Le motivazioni le ho già dette ieri: l’evidente situazione di stanchezza da parte della maggioranza dei ragazzi che difficilmente rispettano orari o si prendono seriamente il necessario riposo per dare il meglio di sé; e i primi sintomi di malattia di alcuni, per ora e tuttora, pochi ragazzi. Con un sorriso anche noi, buona parte dello staff, andiamo a letto, speranzosi nel poter riposarci di più. Peccato che verso le 23.30 uno dei ragazzi rimasto in giro mi dice che tutte le ragazze tranne una erano uscite dalle finestre delle loro stanze, erano andate a cercare i maschi nelle loro stanze, ed erano riuscite a far uscire due di loro. 

Stamattina la mia sveglia, appositamente, è suonata alle 5. Non senza fatica mi sono alzato, rivestito, e uscito da casa, o meglio dalla zona in cui siamo noi adulti. Ho svegliato le 9 ragazze e i 2 ragazzi dando l’ordine di vestirsi con vestiti di lavoro. E così, un po increduli, hanno iniziato a lavorare nel cantiere dietro casa. Il resto del gruppo si alza normalmente, prega e fa la colazione. Gli altri invece fanno la preghiera poco dopo e poi raggiungono tutti per le colazione. Alle 8:10 tutti stanno dietro nel cantiere a continuare a scavare le fondamenta del dormitorio. Alle 9 del mattino mi porto 4 ragazze a dare una mano con il campo scuola delle suore; mentre altre 3 vanno in centrale a verniciare la struttura. Alle 13 mangiamo uno squisito spezzatino di maiale con patate al forno e insalata fresca proveniente dalla serra di padre Albano. Il gruppo, che ha lavorato tantissimo, fa la siesta mentre gli 11 delle 5 tornano a lavorare. La mia logica lascia poche scappatoie: se hai così tante forze da non voler riposarti la sera, perché riposarti ora che è pieno giorno. I ragazzi lavorano duramente fino alle 15 ovviamente non senza lamentarsi. Il programma in realtà era quello di continuare a zappare fino alle 18, poi dare una bella pulita a casa, messa e cena. Ma mi hanno fatto capire di aver capito che in questo contesto (che non è un campo scuola o una gita scolastica) le regole servono per il loro bene e non per i miei/nostri capricci. Accetto di mandarli a fare la siesta se e solo se accettano di stare a letto oggi alle 22. Accetto unanimemente senza se e senza ma! Staremo a vedere! 

Alle 16 svegliamo tutti per continuare con i nostri lavori. I ragazzi tutti vanno in una palazzina, di cui avevo già parlato ieri, a fare alfabetizzazione e giochi con i bambini. È un esperienza molto tosta che preferiamo non far affrontare alle ragazze, non tanto perché tosta ma perché non siamo in grado al cento per cento di poter assicurarci che loro staranno bene. La cultura, o meglio non cultura, di queste persone non rispetta la donna. Le ragazze restano a casa per preparare giochi e attività per i bambini di Craica guidate da Marta e Maria. 

Verso le 18 siamo tutti di nuovo a casa, si gioca, chiacchiera, si inizia a preparare la cena, ci si lava! E magicamente vanno tutti a messa… in realtà è stata una messa alla quale ho insistito liberamente di partecipare… a volte mi chiedo se non valga la pena “obbligarli” a partecipare sempre, cioè padre Albano, essendo molto concreto, lontano da ogni moralismo, e così credibile nella sua vocazione di servizio non soltanto agli ultimi ma tra gli ultimi, fa delle omelie in cui veramente fa toccare ai ragazzi l’importanza Parola di Dio con la vita, quella vera, e non quella dei soli cristiani della domenica. Quindi dicevo, la messa non deve mai essere “obbligata”, ma ci sono alcune situazioni in cui, considerando il bene del prossimo, bisognerebbe farle obbligate (cosa che comunque non farò tranne qualche eccezione magari)… E poi c’è da aggiungere che nella preghiera dei fedeli, ovvero quella parte della messa in cui si fanno le petizioni, padre Albano lascia la parola ai ragazzi, che in maniera commuovente fanno delle richieste, preghiere, petizioni, di una bellezza che spiazza, perché esprimono non solo sincerità e ciò che si portano nel cuore, ma anche una comprensione sempre più grande del percorso interiore che piano piano facciamo intrecciando omelie, conferenze, riflessioni personali e gruppi di riflessione. 

Dopo la messa i ragazzi preparano una pasta al sugo, 7kg di pasta in 30 che scompaiono in questione di minuti. In questo momentos sono le 21:50, a breve 9 su 10 ragazze saranno a letto, vediamo quale sarà la tendenza tra i ragazzi, se rimanere svegli a chiacchierare o se andranno piano piano a dormire.