Romania

È dalla fatica del cuore che nasce la vera gioia

La riunione serale tutta al femminile della notte precedente dura fino alle 23:30, tra confronti, opinioni, raccontarsi, volti vecchi e nuovi, chi più estroversa e chi più riservata, qualche pianto ma anche delle belle risate. Ma per i ragazzi, molti di loro, la serata si conclude solo alle due del mattino, quando finiscono con le varie partite di carte iniziate verso mezzanotte. 

La sveglia di oggi, nonostante le poche ore di sonno, non è particolarmente difficile. Ci ritroviamo tutti puntuali alle 7:30 per fare la preghiera del mattino e poi fare colazione sempre in stile buffet. Ovviamente non c’è da immaginarsi un buffet da albergo, ma neanche da bed&breakfast. Le cose sono in disordine sul tavolo, alcune aperte, altre chiuse, quasi non si vedono piatti in giro ma i ragazzi tengono le fette di pane piene di sostituti della nutella in mano mentre le divorano. Poi non mancano le uova di ultimo minuto (stamattina padre Albano ha ricevuto una donazione di mille uova… una parte andrà in donazione, ma una piccolissima parte la useremo per fare una carbonara, quella vera, poiché da Roma ci siamo fatti portare sia il guanciale che il pecorino!). E così escono uova in abbondanza e sono sempre ben accette. I ragazzi si lamentano della bassissima percentuale di frutta vera presente nel succo, e come darli torto! Poi c’è la quasi eterna fila del caffè, che in realtà si inizia a formare già da prima della preghiera del mattino: caffè e sigaretta, o meglio “lycos” e tutte le sue varianti prima di qualsiasi attività sono un rito fondamentale per i ragazzi. 

Questo terzo gruppo ha più ore di lavoro al giorno, per cui il tempo della colazione, che non è tempo perso ma tempo per stare insieme e valorizzare le relazioni, è più esteso di quanto siamo abituati noi che siamo qua da ormai 30 giorni. Verso le 9 partono i lavori: la metà dei ragazzi va in centrale, mentre l’altra metà va dietro casa a continuare con le fondamenta. Il lavoro in centrale è meno faticoso, quindi l’unica richiesta che ho per lo staff e che di sfruttare le adorate ragazze “ex Mykonos” nel cantiere dietro casa, visto che hanno due mattinate meno di lavoro degli altri e sono più fresche! Oggi non fa affatto caldo, direi che fa anche freddo… questo vuol dire che ci sono delle condizioni eccezionali per lavorare, senza quel sole e caldo massacranti degli ultimi giorni, e senza la fastidiosa pioggia che rende tutto più difficile. A questo va aggiunto che i ragazzi mettono musica che io, passatemi l’opinione musicale nonostante la mia età, trovo anche bella. Insomma è un ambiente non bello, di più! Purtroppo verso le 11 inizia una tenue ma fastidiosa pioggia, che peggiora sempre di più mentre ci avviciniamo all’ora di pranzo. Pranziamo tutti insieme e anche oggi ci accompagnano dei piccoli arrivati da Craica, che devo dire hanno una fame infinita, cioè costante e sostenuta nel tempo. Non bastano le 7 polpette che Sergio mangia a pranzo, ciò non impedisce a lui di chiedermi delle patatine solo un ora dopo! 

Grazie al cielo, in ogni senso, verso le 14:30 smette di piovere e i ragazzi tornano a lavoro. Alle 16:00 invece ci ri raduniamo e partiamo verso Craica. Si gioca per due ore di fila, i ragazzi, i nostri, sono più sciolti dei giorni precedenti, e anche i bambini, che in pratica ogni giorno vengono a mangiare da noi, li accolgono sempre con più affetto. Verso le 18 sono tutti di nuovo a casa, e inizia il solito rito della prenotazione per la doccia, dei ragazzi che vanno in cucina e di quelli che fanno l’aperitivo… più il team birra, che matematicamente ogni giorno verso le 18:30 vanno al supermercato più vicino per le scorte di birra e… di porcherie varie (patatine, dolci, e via dicendo). Alle 19:15 i ragazzi fanno la riflessione personale, e in seguito abbiamo la messa. Come era di aspettarsi il turno della cucina è in un grandissimo ritardo. In effetti la pretesa di fare le straccetti di pollo al limone avendo comprato le cosce di pollo intere non è andata a buon fine. Alla fine in effetti, verso le 22 mangiamo una sorta di “cemento” a base di pollo, limone, tanta farina, qualche seme di limone, e un po di sale… le verdure però sono ottime! e anche le crepes (che ci hanno regalato…).

Tra la messa e la cena, ben 90 minuti, appena ce ne siamo accorti che la cena sarebbe stata più tardi del solito, e dovendo fare la riunione di gruppo dei ragazzi, decidiamo di mandare in cucina le ragazze e fare la riunione con i maschi. I ragazzi, di questo gruppo, sono meno introspettivi delle ragazze, più attenti a ciò che è concreto, all’obbiettivo, e il dialogo versa più sull’esperienza della fatica, e di una fatica con senso, una fatica con senso, che dona gioia.

La cena ormai è finita, i ragazzi chiacchierano, giocano a carte… o continuano a “birrare”.